Punti chiave
- Il 7 dicembre 2025 l’attenzione si concentra sulla flessione dell’oro a 4.196 dollari l’oncia, in seguito a un incremento mensile del 5,52%. Dati USA deboli alimentano le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed.
- Le principali dinamiche dei metalli preziosi e le tendenze degli investimenti in oro sono analizzate nell’ottica dei risparmiatori e investitori.
Introduzione
Il 7 dicembre 2025 l’oro si attesta a 4.196 dollari l’oncia dopo un consistente rialzo mensile. Questo rappresenta un passaggio rilevante per le tendenze degli investimenti in oro. La prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed, alimentata dai recenti dati occupazionali deboli negli Stati Uniti, contribuisce a definire uno scenario dinamico per risparmiatori e investitori nella filiera integrata dei metalli preziosi.
Notizia principale
Mercato dell’oro in crescita nonostante l’incertezza economica
Il prezzo dell’oro ha superato i 2.400 dollari l’oncia, segnando un incremento del 4,2% nell’ultima settimana di contrattazioni. Questo rally si verifica a fronte di dati economici contrastanti dalle principali economie globali. Gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo le previsioni per il 2026, indicando un target di 2.600 dollari entro il primo semestre.
L’incertezza geopolitica e le aspettative di ulteriori tagli dei tassi da parte delle banche centrali continuano a sostenere la domanda per il metallo prezioso. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, unite all’instabilità politica in Medio Oriente, hanno rafforzato il ruolo dell’oro come bene rifugio. Le dichiarazioni più recenti della BCE sull’ipotesi di una riduzione dei tassi a febbraio hanno aumentato ulteriormente l’interesse verso questo asset.
La domanda retail di oro fisico ha registrato una crescita significativa, con un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Marco Rossi, analista di Mediobanca, ha dichiarato che i piccoli investitori stanno gradualmente incrementando la propria allocazione in oro all’interno di portafogli diversificati. I dati del World Gold Council confermano che l’acquisto di monete e lingotti da parte di investitori privati ha raggiunto livelli record nell’ultimo trimestre.
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In Italia, l’interesse per i piani di accumulo in oro fisico continua a crescere, indicando una maggiore consapevolezza tra i risparmiatori riguardo alla diversificazione patrimoniale. Gli strumenti che consentono investimenti periodici anche con piccole somme hanno visto sottoscrizioni aumentate del 22% nell’ultimo semestre. Tale andamento riflette una progressiva democratizzazione dell’accesso al mercato aurifero, storicamente ritenuto elitario.
In breve oggi
Politica monetaria
La Banca Centrale Europea ha segnalato la possibilità di ulteriori tagli dei tassi d’interesse nei prossimi mesi, a seguito di un’inflazione nell’Eurozona attestatasi all’1,9% a novembre, al di sotto della soglia del 2% per la prima volta in 18 mesi.
La presidente Christine Lagarde ha dichiarato che il Consiglio direttivo valuterà attentamente i dati macroeconomici in arrivo prima di prendere decisioni sui tassi attese per febbraio. Secondo gli analisti di Unicredit, sono previsti almeno due tagli di 25 punti base nella prima metà del 2026.
La Federal Reserve statunitense ha mantenuto un atteggiamento prudente rispetto alla BCE, nonostante i segnali di rallentamento economico. Il verbale FOMC pubblicato ieri indica una divisione all’interno del comitato sulla tempistica dei prossimi tagli. I dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti mostrano un rallentamento, con la disoccupazione salita al 4,2% a novembre. Jerome Powell ha sottolineato che la Fed non intende accelerare il ciclo di allentamento monetario, e manterrà un approccio guidato dall’evoluzione dei dati.
Mercati energetici
Il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto i 75 dollari al barile, in calo del 3,8% dopo che l’OPEC+ ha annunciato il rinvio dell’aumento di produzione previsto per gennaio. Questa decisione, inattesa dagli analisti, riflette le preoccupazioni per una domanda globale in rallentamento.
I paesi membri OPEC+ hanno deciso di mantenere invariati i livelli di produzione per almeno altri tre mesi. Saudi Aramco ha abbassato i prezzi ufficiali di vendita destinati alla clientela asiatica per il secondo mese consecutivo, segnalando aspettative di domanda debole nei principali mercati.
I prezzi del gas naturale in Europa sono diminuiti del 5,2% nell’ultima settimana, con il TTF olandese sceso a 32 euro per MWh. Gli stoccaggi europei rimangono elevati, con una capacità all’85% (ben sopra la media quinquennale per il periodo). Le previsioni meteorologiche suggeriscono un inverno più mite sulla zona continentale, riducendo i timori di carenze energetiche. Il Ministro dell’Economia italiano ha dichiarato che le forniture energetiche nazionali sono pienamente garantite per la stagione invernale.
Mercati in sintesi
Il FTSE MIB ha chiuso la settimana con una crescita dell’1,3%, raggiungendo i 34.780 punti. Il settore bancario ha guidato i rialzi con Intesa Sanpaolo (+2,4%) e Unicredit (+2,1%), sostenute dalle aspettative di maggiore redditività grazie alla normalizzazione dei tassi d’interesse.
Il comparto tecnologico ha avuto andamenti contrastanti, con STMicroelectronics in calo dell’1,8% per via delle preoccupazioni sulla domanda di semiconduttori. Enel ha guadagnato l’1,6%, sostenuta dalle nuove iniziative di investimento nelle rinnovabili in America Latina.
Lo spread tra i BTP decennali italiani e i Bund tedeschi si è ridotto a 135 punti base, livello minimo degli ultimi tre mesi. Il rendimento del BTP decennale è passato al 3,45%, segno di rinnovata fiducia degli investitori nella sostenibilità del debito pubblico italiano. In generale, i rendimenti europei sono scesi su tutte le principali scadenze obbligazionarie, con il Bund decennale tedesco attestatosi al 2,10% (in flessione di 7 punti base rispetto alla scorsa settimana).
Cosa tenere d’occhio
- Pubblicazione dei dati sull’inflazione italiana prevista per il 14 dicembre 2025
- Riunione del Consiglio direttivo della BCE in programma il 16 gennaio 2026
- Comunicazione delle decisioni della Federal Reserve americana il 17 dicembre 2025
- Presentazione dei risultati trimestrali delle principali banche italiane tra il 10 e il 15 febbraio 2026
- Forum economico mondiale di Davos dal 21 al 24 gennaio 2026
Conclusione
L’incremento delle quotazioni dell’oro e la crescita della domanda retail riflettono la persistente incertezza economica globale e un accresciuto interesse per la diversificazione patrimoniale. Le tendenze degli investimenti in oro assumono rilievo nello scenario attuale, mentre le decisioni di politica monetaria e le risposte degli investitori rimarranno centrali nei prossimi mesi. Cosa tenere d’occhio: i dati sull’inflazione italiana del 14 dicembre 2025 e le decisioni di Fed e BCE previste entro metà gennaio 2026.





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