Oro scende a 4.063 USD e Fed potrebbe rinviare taglio tassi a dicembre – Rassegna stampa 24 Novembre 2025

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Punti chiave

  • Notizia principale: l’oro scende a 4.063 USD ma resta in forte rialzo annuo (+49%).
  • La Fed potrebbe posticipare il taglio dei tassi a dicembre, mantenendo una posizione prudente sulla politica monetaria.
  • L’argento registra una diminuzione dell’1,35% in un contesto di pressioni sui mercati obbligazionari globali.
  • Aumenta l’interesse verso i piani di accumulo mensile in oro, mentre la domanda degli ETF mostra segnali di rallentamento.
  • Mercati: volatilità dei prezzi e flussi di investimento contraddistinguono i trend attuali dei metalli preziosi.
  • Gold price trends: i piani di acquisto accessibili nella filiera integrata mantengono un ruolo centrale.

Introduzione

Nella rassegna stampa del 24 novembre 2025, l’oro ha registrato una flessione a 4.063 USD, pur confermando un rialzo annuale del 49%. L’attenzione resta puntata sulle gold price trends, in un contesto segnato da possibili ritardi nei tagli dei tassi da parte della Fed e da dinamiche contrastanti nei metalli preziosi e nei prodotti collegati.

Notizia principale. Oro scende a 4.063 USD ma mantiene rialzo annuo

Il prezzo dell’oro è sceso a 4.063 dollari l’oncia nella giornata di ieri, segnando un calo dell’1,2% su base giornaliera. Nonostante la correzione recente, il metallo prezioso conserva un guadagno del 49% da inizio anno.

Questa performance conferma il ruolo dell’oro come bene rifugio durante il 2025, sostenuto dall’incertezza geopolitica e da persistenti timori inflazionistici. Secondo gli analisti, le prese di profitto dopo i massimi delle scorse settimane hanno contribuito alle pressioni al ribasso, mentre gli indicatori tecnici mostrano che la tendenza rialzista generale non è stata compromessa. Il supporto tecnico a 4.000 dollari l’oncia rimane una soglia psicologica importante per il mercato.

In breve oggi. Politica monetaria USA

La Fed potrebbe posticipare il taglio dei tassi

La Federal Reserve potrebbe posticipare il taglio dei tassi di interesse previsto a dicembre. Questa possibilità emerge dai verbali delle recenti riunioni del comitato, in cui i funzionari hanno espresso preoccupazione per la persistenza dell’inflazione nonostante alcuni segnali di miglioramento economico.

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Questa posizione cauta ha alimentato incertezza sui mercati finanziari. I rendimenti obbligazionari sono aumentati in risposta al possibile rinvio, mentre il differenziale tra tassi reali e rendimento dell’oro resta un fattore chiave per i prezzi del metallo prezioso.

La correlazione inversa tra il dollaro USA e il prezzo dell’oro si è accentuata nelle ultime settimane. Gli operatori seguono con attenzione i commenti dei membri della Fed per anticipare le prossime mosse sulla politica monetaria.

In breve oggi. Domanda fisica globale

Cina e India trainano gli acquisti fisici

La domanda fisica di oro è cresciuta del 12% nel terzo trimestre, trainata soprattutto dagli acquisti di Cina e India. Il World Gold Council ha segnalato che le banche centrali hanno effettuato acquisti per 458 tonnellate nei primi nove mesi del 2025, un livello record.

In ottobre le importazioni indiane hanno registrato un aumento del 27% su base annua, sostenute dall’intensa domanda durante la stagione delle festività e dei matrimoni. In Cina, i premi sull’oro rispetto ai prezzi internazionali sono rimasti positivi, segno di una solida domanda interna nonostante la crescita economica rallentata.

Secondo analisti di settore, questa domanda fisica robusta dovrebbe continuare a sostenere i prezzi nel medio termine, contribuendo a bilanciare le pressioni ribassiste provenienti dai mercati finanziari occidentali.

Mercati in sintesi. Andamento metalli preziosi

Correzione generalizzata nel comparto

Il calo dell’oro è stato accompagnato da una debolezza diffusa tra i metalli preziosi. L’argento ha perso l’1,35%, scendendo a 74,20 dollari l’oncia, mentre il platino è calato del 2,1% chiudendo a 965 dollari. Il palladio ha limitato le perdite allo 0,7%.

Gli ETF su metalli preziosi hanno registrato la terza settimana consecutiva di deflussi, con uscite per 230 milioni di dollari nell’ultima settimana. Questo dato segnala il calo dell’interesse istituzionale nei confronti dei titoli garantiti dall’oro.

A differenza del comportamento sugli ETF, cresce l’adozione di piani di accumulo al dettaglio, in particolare tra investitori privati interessati a strategie di media dei costi. Si conferma così un interesse crescente per la diversificazione di lungo termine tra i risparmiatori.

Cosa tenere d’occhio. Date e appuntamenti chiave

  • Riunione di politica monetaria della Federal Reserve: 15-16 dicembre 2025
  • Pubblicazione dati occupazionali USA: 5 dicembre 2025
  • Riunione OPEC+: 3 dicembre 2025
  • Incontro del Consiglio mondiale dell’oro: 10 dicembre 2025
  • Rapporto sui flussi ETF dei metalli preziosi Q4: 30 dicembre 2025

Conclusione

Il prezzo dell’oro si conferma centrale nelle strategie di protezione e diversificazione dei portafogli, sostenuto da una domanda fisica robusta mentre le pressioni tecniche e le decisioni di politica monetaria USA continuano a influenzarne i trend di breve periodo. Si nota una crescente propensione verso i piani di accumulo di lungo termine tra i risparmiatori. Cosa tenere d’occhio: esiti della riunione Fed del 15-16 dicembre 2025 e i dati sui flussi ETF di fine anno.

Piani di accumulo mensile in oro rappresentano un’opzione sempre più richiesta per chi desidera investire a rate e ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi; per approfondire i vantaggi e le strategie consigliate si rimanda alla guida dedicata.

All’interno di uno scenario caratterizzato da volatilità e variabili macroeconomiche imprevedibili, l’analisi di mercato resta uno strumento fondamentale per comprendere rischi e opportunità nei metalli preziosi, sia per investimenti tattici che per accumulo di lungo periodo.

Per chi punta a strutturare una diversificazione del portafoglio con oro e migliorare la resilienza degli investimenti, è utile considerare strategie di accumulo sistematico, mantenendo sempre una visione di lungo termine nei confronti dei principali asset rifugio.

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