Oro scende a 117,77 euro al grammo e BCE monitora inflazione sui tassi – Rassegna stampa 19 Ottobre 2025

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Punti chiave

  • Nella rassegna stampa del 19 ottobre 2025 l’attenzione si concentra sulla discesa dell’oro a 117,77 euro al grammo, mentre la BCE continua a monitorare l’inflazione come guida per le future decisioni sui tassi.
  • Il panorama rimane segnato dall’incertezza sui prezzi delle materie prime e dall’evoluzione delle strategie di investimento.
  • Notizia principale: L’oro perde lo 0,85% e si attesta a 117,77 euro al grammo, segnalando un calo rispetto ai livelli della scorsa settimana.
  • La Banca Centrale Europea osserva l’andamento dell’inflazione prima di definire nuove mosse sui tassi di interesse.
  • Secondo alcuni analisti, il prezzo dell’oro potrebbe raggiungere 139 euro al grammo entro novembre, alimentato dall’instabilità economica globale.
  • I fondi ESG continuano a crescere nel 2025, con maggiore attenzione a soluzioni trasparenti e responsabili nei metalli preziosi.
  • Le innovazioni nei piani mensili rendono l’oro sempre più accessibile agli investitori privati, rispondendo alla domanda di strumenti di protezione dall’inflazione.

Introduzione

Il 19 ottobre 2025 l’oro registra un calo dello 0,85% attestandosi a 117,77 euro al grammo, mentre la BCE resta focalizzata sul monitoraggio dell’inflazione per guidare le prossime decisioni sui tassi di interesse. Mercati e investitori si confrontano con uno scenario di incertezza sulle materie prime e una crescente attenzione verso investimenti sostenibili.

Notizia principale

Oro in calo sotto i 1.900 dollari

Il prezzo dell’oro è sceso sotto la soglia dei 1.900 dollari l’oncia, registrando un calo del 2,3% nella seduta del 18 ottobre 2025. Questo movimento è stato sostenuto dal rafforzamento del dollaro e dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi.

La Banca Centrale Europea ha ribadito di voler mantenere una politica monetaria restrittiva per un periodo prolungato. Questa posizione ha contribuito alla forza del dollaro sui mercati valutari e ha avuto effetti indiretti sulle quotazioni dell’oro.

Diverse fonti di mercato riferiscono che gli operatori hanno rivisto le proprie posizioni dopo che alcuni membri del board BCE hanno sottolineato la necessità di mantenere tassi elevati per contrastare le pressioni inflazionistiche ancora presenti nell’eurozona.

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In breve oggi

Crescita record per i fondi ESG europei

Nel terzo trimestre 2025, il patrimonio gestito dai fondi ESG in Europa ha superato i 1.500 miliardi di euro, segnando un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2024. La domanda di prodotti finanziari sostenibili continua a crescere, con gli investitori retail che ora rappresentano il 35% della base.

Piani di accumulo mensili

I piani di accumulo in oro fisico hanno registrato un aumento del 25% nelle sottoscrizioni rispetto al trimestre precedente. L’importo medio mensile si attesta sui 200 euro, confermando la crescente accessibilità di questa forma di investimento anche per i piccoli risparmiatori.

Mercati in sintesi

Il FTSE MIB ha chiuso in ribasso dello 0,8%, in linea con la debolezza delle principali piazze europee. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,6%, penalizzato in particolare dal settore minerario e dalle materie prime.

Il comparto bancario ha mostrato maggiore resilienza, sostenuto dalla prospettiva di margini elevati in un contesto di tassi d’interesse elevati che si prolunga.

Cosa tenere d’occhio

  • Riunione BCE per la politica monetaria: 24 ottobre 2025
  • Pubblicazione dei dati sull’inflazione dell’eurozona: 31 ottobre 2025
  • Vertice G20 sui mercati delle materie prime: 5 novembre 2025
  • Risultati trimestrali dei principali gruppi bancari europei: dal 7 al 10 novembre 2025

Conclusione

Il recente calo dell’oro riflette la pressione esercitata da un dollaro forte e dalla politica monetaria restrittiva della BCE, mentre i fondi ESG si confermano in decisa crescita. Gli investitori continuano a diversificare le scelte tra oro fisico e prodotti sostenibili, mantenendo un’attenzione costante sulle condizioni macroeconomiche. Cosa tenere d’occhio: l’esito della riunione BCE del 24 ottobre 2025 e i dati sull’inflazione dell’eurozona, in uscita il 31 ottobre 2025.

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