Punti chiave
- L’oro è tornato a 4.070 USD/oncia il 25 novembre 2025, sostenuto dalle attese per i dati economici USA e da una performance annuale superiore al 49%.
- La panoramica odierna sintetizza le dinamiche di mercato e le prospettive di prezzo nella filiera integrata dell’oro.
- Notizia principale: L’oro si attesta a 4.070 USD/oncia in attesa dei dati economici dagli Stati Uniti.
- Previsioni: Gli analisti stimano un possibile rialzo dell’oro fino a 4.326 USD/oncia nei prossimi 12 mesi.
- Performance: L’oro ha registrato un incremento annuo superiore al 49% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
- Quotazione euro: Il prezzo dell’oro in euro resta stabile a 83,28 EUR/grammo.
- Il contesto continua a interessare investitori in cerca di diversificazione e copertura dall’inflazione.
Introduzione
Il 25 novembre 2025 l’oro è risalito fino a 4.070 USD/oncia in attesa dei dati economici dagli Stati Uniti, confermando una crescita annua di oltre il 49% rispetto all’anno precedente. L’analisi di giornata offre una panoramica aggiornata delle dinamiche del mercato aurifero, mettendo in rilievo la stabilità delle quotazioni in euro e le prospettive di crescita della filiera.
Notizia principale
L’oro ha raggiunto un nuovo massimo storico a 4.070 dollari per oncia, con un aumento del 3,2% nell’ultima settimana di contrattazioni. Il metallo prezioso ha proseguito la sua ascesa in un contesto segnato da incertezze geopolitiche e dalle aspettative di ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali.
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le proprie previsioni, indicando la domanda sostenuta da parte delle banche centrali e l’incertezza macroeconomica tra i fattori principali. Secondo il report del 24 novembre 2025, la domanda istituzionale continua a essere solida, nonostante livelli di prezzo elevati.
Il rally dell’oro si inserisce in mercati azionari volatili e con rendimenti obbligazionari in calo. Questo rafforza il ruolo di bene rifugio dell’asset nelle fasi di incertezza. I dati economici statunitensi attesi in settimana potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla futura traiettoria del metallo prezioso.
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In breve oggi
Prospettive a 12 mesi
Le previsioni degli analisti per i prossimi 12 mesi restano positive, con un target medio a 4.300 USD/oncia entro la fine del 2026. Il World Gold Council, nell’ultimo report trimestrale, ha evidenziato una crescita delle riserve auree mondiali delle banche centrali del 15% rispetto all’anno precedente.
Inflazione persistente, anche se in calo in varie economie sviluppate, continua a supportare l’interesse per l’oro come strumento di copertura. JPMorgan ha recentemente definito l’oro “un’ancora di stabilità in un portafoglio diversificato”, consigliando una quota strategica tra il 5% e il 10% per investitori con orizzonte di lungo termine.
Domanda nella filiera produttiva
Il settore manifatturiero dell’oro ha registrato segnali misti. La domanda di gioielleria è in calo del 4,8% rispetto al trimestre precedente a causa dei prezzi elevati. Secondo Metals Focus, è invece aumentata del 2,3% la domanda industriale, sostenuta dal comparto elettronico e dalle tecnologie rinnovabili.
In Italia, la filiera orafa ha mostrato resilienza, con esportazioni in crescita del 5,7% nei primi nove mesi dell’anno, nonostante l’aumento dei costi delle materie prime. Le imprese stanno puntando su design innovativi e sostenibilità per controbilanciare l’impatto dei prezzi elevati sui volumi di vendita.
Quotazioni e valute
Il rafforzamento dell’oro si è verificato anche con un dollaro relativamente forte, poiché l’indice DXY è salito dello 0,7% nell’ultima settimana. In euro, l’oro ha raggiunto 3.780 euro per oncia, segnando un nuovo massimo storico nella valuta europea.
Lo yuan cinese si è indebolito rispetto al dollaro, rendendo l’oro più costoso per gli acquirenti cinesi, fra i maggiori consumatori globali. Tuttavia, secondo la Shanghai Gold Exchange, i volumi di scambio sono aumentati del 12% rispetto al mese precedente. Questo conferma una domanda resiliente anche a prezzi elevati.
Mercati in sintesi
I mercati azionari hanno mostrato performance contrastanti. L’indice S&P 500 è sceso dello 0,8% nell’ultima settimana, mentre il prezzo dell’oro è continuato a salire. Il differenziale di rendimento tra oro e principali indici azionari si è ampliato, con il metallo giallo che ha sovraperformato di circa il 22% da inizio anno.
Le obbligazioni governative hanno registrato un modesto recupero; il rendimento del Treasury decennale statunitense è calato di 7 punti base arrivando al 3,85%. L’argento, pur seguendo la dinamica rialzista dell’oro, si è apprezzato dell’1,9%, portando il rapporto oro/argento a 85:1, vicino ai massimi storici.
Il Bitcoin, spesso comparato all’oro digitale, negli ultimi tempi ha registrato una correlazione negativa. Ha perso il 4,3% mentre l’oro avanzava. Gli ETF sull’oro hanno registrato afflussi per 1,2 miliardi di dollari nell’ultima settimana, indicando un interesse sostenuto da parte degli investitori istituzionali.
Cosa tenere d’occhio
- Pubblicazione dati sull’inflazione USA: 29 novembre 2025
- Riunione del Consiglio direttivo BCE: 4 dicembre 2025
- Rapporto trimestrale World Gold Council: 10 dicembre 2025
- Dati sulle riserve auree delle banche centrali: 15 dicembre 2025
- Scadenza per il rinnovo dei piani di accumulo: 31 dicembre 2025
Conclusione
Il forte rialzo dell’oro, trainato dalla domanda istituzionale e dalla ricerca di coperture contro l’incertezza, sottolinea la centralità del metallo nei portafogli diversificati. La solidità delle quotazioni conferma il ruolo di bene rifugio anche rispetto ad azioni e obbligazioni.
Cosa tenere d’occhio: la pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti il 29 novembre 2025 e i rapporti sulle riserve aurifere entro la metà di dicembre.





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