Oro balza a 4.309 USD/oncia e rialzo annuo rafforza copertura inflazione – Rassegna stampa 13 Dicembre 2025

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Punti chiave

  • Notizia principale: L’oro guadagna l’1,21% a quota 4.309 USD/oncia, consolidando il trend positivo annuale.
  • Il rialzo annuo del 59,50% accresce l’attrattività dell’oro come copertura contro l’inflazione.
  • L’argento scende del 2,41%, segnalando una divergenza nel comparto dei metalli preziosi.
  • Regolamentazione: LBMA introduce nuovi standard di trasparenza nel reporting rivolti agli investitori retail.
  • Filiera integrata: Il rafforzamento della trasparenza sostiene la fiducia verso piani di acquisto mensili accessibili.
  • L’analisi gold price analysis evidenzia il ruolo crescente dell’oro nella diversificazione dei portafogli moderni.

Introduzione

Nella rassegna stampa del 13 dicembre 2025, l’oro registra un rialzo dell’1,21% a 4.309 USD/oncia, consolidando la tendenza positiva e confermando il suo ruolo crescente come copertura contro l’inflazione. L’analisi gold price analysis approfondisce le divergenze rispetto ad altri metalli preziosi e le novità sulla trasparenza per gli investitori.

Notizia principale

Oro raggiunge nuovi massimi storici

L’oro ha superato la soglia dei 3.000 dollari l’oncia, raggiungendo un nuovo massimo storico nella sessione di ieri. Il metallo prezioso ha chiuso a 3.015 dollari, con un incremento dell’1,7% rispetto alla giornata precedente, mentre i guadagni dell’ultimo trimestre hanno superato il 15%.

Fattori trainanti

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il rallentamento dell’economia globale continuano a sostenere la domanda di beni rifugio. Gli analisti di Goldman Sachs hanno affermato che l’incertezza politica e le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve alimentano l’interesse degli investitori istituzionali verso l’oro.

Proiezioni degli esperti

Marco Valli, capo economista di UniCredit, ha dichiarato che l’oro sta assumendo un ruolo crescente come valuta alternativa in un contesto di fiducia ridotta nelle politiche monetarie tradizionali. Le previsioni di Bank of America indicano che il prezzo potrebbe raggiungere i 3.200 dollari entro il primo trimestre del 2026, in rialzo rispetto alle stime precedenti.

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In breve oggi

Divergenza tra oro e argento

Mentre l’oro continua la sua crescita, l’argento mostra una performance più limitata, con un aumento del 4,8% nell’ultimo trimestre. Il rapporto tra oro e argento ha toccato quota 85:1, il massimo degli ultimi cinque anni, evidenziando una divergenza tra i due metalli.

Gli esperti del World Gold Council hanno sottolineato che questa divergenza conferma la funzione sempre più monetaria dell’oro rispetto al ruolo industriale dell’argento. Roberto Mialich, analista di mercato presso UniCredit, ha affermato che l’oro si impone come riserva di valore indipendente dal ciclo economico, mentre l’argento resta legato alle dinamiche industriali e alla domanda manifatturiera.

Secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia sulla stabilità finanziaria, questa separazione tra i fondamentali offre nuove possibilità di diversificazione anche all’interno dei metalli preziosi. Gli investitori istituzionali stanno aumentando le allocazioni in oro per contenere i rischi dell’incertezza macroeconomica.

Banche centrali acquirenti nette

Nel terzo trimestre del 2025, le banche centrali globali hanno acquistato 290 tonnellate di oro, con un aumento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Banca Popolare Cinese ha guidato gli acquisti con 75 tonnellate, seguita da India (42 tonnellate) e Turchia (38 tonnellate).

Giovanni Staunovo, analista di UBS, ha spiegato che la diversificazione dalle riserve in dollari è la motivazione principale per queste operazioni. Il World Gold Council ha riportato che la quota di oro nelle riserve valutarie mondiali è salita al 16,8%, il picco più elevato dal 1999.

Secondo Metals Focus, gli acquisti delle banche centrali potrebbero superare le 850 tonnellate nell’intero 2025. Questi acquisti istituzionali sostengono strutturalmente il prezzo dell’oro e contribuiscono a ridurre la volatilità della domanda di investimento.

Mercati in sintesi

Andamento dell’oro e altri metalli preziosi

L’oro spot ha chiuso a 3.015 dollari l’oncia con un rialzo settimanale del 2,3%. I future sull’oro con scadenza febbraio 2026 hanno toccato i 3.040 dollari. Il platino segna un incremento dell’1,1% a 1.025 dollari l’oncia, mentre il palladio chiude a 930 dollari, in calo del 2,3%.

ETF e fondi sull’oro

Gli ETF legati all’oro hanno registrato afflussi per 1,2 miliardi di dollari nell’ultima settimana, invertendo la tendenza negativa dei mesi precedenti. SPDR Gold Shares, il maggiore ETF sull’oro a livello globale, ha incrementato le sue riserve di 15 tonnellate, arrivando a 825 tonnellate complessive.

Oro in altre valute

In euro, l’oro ha toccato i 2.745 euro per oncia, segnando un nuovo record anche nella valuta europea. In yen giapponesi, il prezzo si è attestato a 441.200 yen per oncia, riflettendo la debolezza della valuta nipponica rispetto al dollaro statunitense.

Cosa tenere d’occhio

  • Pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve (15 dicembre 2025)
  • Dati sull’inflazione europea (18 dicembre 2025)
  • Riunione della Bank of Japan con possibile intervento sui tassi (20 dicembre 2025)
  • Pubblicazione del rapporto trimestrale del World Gold Council sulle tendenze della domanda di oro (22 dicembre 2025)
  • Chiusura anticipata dei mercati per le festività natalizie (24 dicembre 2025)

Conclusione

Il forte rialzo dell’oro e la sua divergenza rispetto agli altri metalli preziosi rafforzano il ruolo di bene rifugio e protezione dall’inflazione, sostenuto dagli acquisti istituzionali e dal quadro macroeconomico incerto. Cosa tenere d’occhio: pubblicazione dei verbali Fed il 15 dicembre 2025. Dati inflazione europea il 18 dicembre 2025, riunione della Bank of Japan il 20 dicembre 2025 e nuovo rapporto del World Gold Council il 22 dicembre 2025.

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