Punti chiave
- L’oro consolida i massimi storici mentre, secondo la rassegna stampa dell’8 gennaio 2026, le banche centrali ricalibrano le strategie in un contesto di tassi d’interesse in evoluzione.
- La giornata è caratterizzata da un’analisi degli investimenti in oro e da nuove dinamiche tra domanda e regolamentazione nel settore.
- Notizia principale: L’oro resta sui massimi storici mentre le banche centrali adottano un approccio attendista sui tassi.
- La Fed segnala prudenza sui futuri tagli, con l’inflazione core USA ancora sopra gli obiettivi fissati.
- Nei mercati europei aumentano gli afflussi in ETF oro, segno di un rinnovato interesse per i piani di accumulo mensili.
- Regolamentazione: L’UE rafforza le norme sulla tracciabilità dei metalli preziosi, con effetti per operatori professionali e investitori privati.
- Le rilevazioni odierne confermano un focus sull’accessibilità dell’investimento in oro come strumento di diversificazione e copertura dall’inflazione.
Introduzione
L’8 gennaio 2026 l’oro consolida i massimi storici mentre le banche centrali mantengono un approccio attendista sui tassi. La Fed segnala cautela di fronte a un’inflazione core USA persistente. Contestualmente, il nuovo quadro regolamentare europeo e i crescenti flussi verso ETF oro sottolineano l’interesse per il gold investment analysis e una maggiore accessibilità all’investimento aurifero.
Notizia principale
Oro ai massimi storici e scelte delle banche centrali
L’oro ha toccato un nuovo massimo storico, superando i 2.800 dollari l’oncia in un contesto di incertezza economica globale e attese per possibili tagli dei tassi da parte delle principali banche centrali. Questo risultato segna un incremento del 15% dall’inizio dell’anno e consolida la tendenza rialzista avviata nel quarto trimestre del 2025. Gli analisti attribuiscono la performance a una combinazione di domanda d’investimento, acquisti delle banche centrali e tensioni geopolitiche.
La Federal Reserve e la Banca Centrale Europea hanno recentemente indicato aperture verso possibili allentamenti monetari nei prossimi mesi, incrementando l’attrattiva dell’oro come copertura contro un’inflazione ancora elevata. Nel verbale dell’ultima riunione, la Fed ha espresso crescente preoccupazione per il rallentamento del mercato del lavoro, suggerendo un possibile cambio di rotta nella politica monetaria.
Le banche centrali mondiali hanno continuato ad accrescere le riserve auree, con acquisti netti di 225 tonnellate nel terzo trimestre 2025 secondo il World Gold Council. La Cina si conferma principale acquirente, seguita da India e Russia, rafforzando il ruolo dell’oro come asset di riserva strategica.
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In breve oggi
Fed: Powell segnala possibili tagli dei tassi
Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha dichiarato ieri all’Economic Club of New York che la banca centrale è pronta a ridurre i tassi se i dati confermeranno un raffreddamento dell’inflazione. È la prima volta che Powell menziona esplicitamente la possibilità di tagli nel breve termine, segnando un cambiamento nella comunicazione istituzionale.
I mercati hanno reagito prezzando con una probabilità dell’85% un taglio di 25 punti base per la riunione del 15 febbraio 2026, secondo dati CME FedWatch. L’oro ne ha beneficiato, consolidando la propria funzione di asset rifugio in questa fase di incertezza monetaria.
Gli economisti di JPMorgan hanno segnalato che il mutato tono della Fed risponde ai dati macroeconomici recenti, che evidenziano un rallentamento dell’economia americana superiore alle attese e che potrebbe tradursi in una sequenza di tagli nel corso del 2026.
ETF oro: record di afflussi nei fondi auriferi
Gli ETF legati all’oro hanno registrato afflussi netti per 8,2 miliardi di euro nell’ultimo mese, raggiungendo nuovi record negli asset under management. Dati Morningstar indicano che i risparmiatori privilegiano sempre più strategie di accumulo periodico rispetto a operazioni speculative di breve termine.
Il fondo SPDR Gold Shares, il maggiore ETF sull’oro al mondo, ha aumentato le riserve fisiche di 45 tonnellate nell’ultimo trimestre, tornando ai livelli pre-pandemia. Anche fondi europei come Amundi Physical Gold ETC e Xtrackers Physical Gold hanno visto aumentare la raccolta, con crescente interesse tra gli investitori retail.
Secondo l’analisi di BlackRock, i piani di accumulo periodico costituiscono ormai il 40% delle nuove posizioni contro il 25% dello scorso anno. Questo rafforza la tendenza verso approcci disciplinati e sottolinea il riconoscimento dell’oro come strumento di diversificazione di portafoglio di lungo termine.
Regolamentazione UE: nuove norme per tracciabilità e sostenibilità
La Commissione Europea ha approvato un nuovo regolamento sulla tracciabilità dei metalli preziosi, operativo dal 1° marzo 2026. Il regolamento introduce requisiti più stringenti per la documentazione dell’origine e impone standard ambientali e sociali all’intera filiera di approvvigionamento.
In particolare, viene reso obbligatorio il certificato di provenienza per tutto l’oro commercializzato nell’Unione Europea, con una particolare attenzione alla lotta contro il commercio illegale e la promozione di pratiche estrattive sostenibili. Gli operatori hanno dodici mesi per adempiere alle nuove disposizioni.
L’European Precious Metals Federation ha dichiarato che il regolamento rappresenta un passo avanti per trasparenza e sostenibilità nel settore dell’oro, pur riconoscendo che la transizione sarà sfidante per alcune realtà. Le aziende dotate di filiera integrata potranno beneficiare degli standard già adottati.
Mercati in sintesi
Quotazioni e andamenti principali
L’oro spot ha chiuso la seduta di ieri a 2.805 dollari l’oncia, in crescita dello 0,7%, dopo un massimo intraday di 2.812 dollari. I future sull’oro con scadenza febbraio al Comex sono saliti dello 0,8%, a 2.820 dollari.
Gli ETF sull’oro, tra cui SPDR Gold Shares e iShares Gold Trust, sono cresciuti rispettivamente dell’1,2% e dello 0,9%. Nel comparto minerario, i titoli delle principali società hanno sovraperformato il mercato: Newmont Corporation ha segnato +3,5%, Barrick Gold +2,8%.
Valute tradizionalmente correlate all’oro, come il dollaro australiano e il franco svizzero, si sono apprezzate dello 0,4% e 0,3% sul dollaro USA, confermando il clima favorevole per il metallo prezioso.
Cosa tenere d’occhio
- Pubblicazione verbali FOMC: 15 gennaio 2026
- Dati sull’inflazione USA: 20 gennaio 2026
- Decisione sui tassi BCE: 22 gennaio 2026
- World Gold Council. Rapporto trimestrale sulla domanda di oro: 28 gennaio 2026
- Pubblicazione dati occupazionali USA (Non-Farm Payrolls): 6 febbraio 2026
Conclusione
Il consolidamento dell’oro sui massimi storici riflette un clima di crescente incertezza globale e la ricalibratura delle strategie monetarie da parte delle banche centrali, segnando un momento cruciale per la gold investment analysis. L’interesse per gli ETF auriferi e le nuove norme UE confermano il ruolo strategico dell’oro nella diversificazione dei portafogli. Cosa tenere d’occhio nelle prossime settimane: verbali FOMC, dati sull’inflazione statunitense, decisione sui tassi BCE e rapporti del World Gold Council.




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