Punti chiave
- Notizia principale: L’oro ha registrato un aumento del 68,65% su base annua, raggiungendo i 4.443 dollari l’oncia.
- L’argento è salito del 6,04%, arrivando a 81,20 dollari l’oncia.
- Il platino ha segnato una crescita del 7,67%, rafforzando il rally dei metalli preziosi.
- Le banche centrali hanno aumentato le riserve di oro per motivi geopolitici.
- L’incremento delle riserve riflette una domanda istituzionale crescente verso piani di investimento in oro trasparenti e accessibili.
Introduzione
L’oro ha superato la soglia dei 4.443 dollari l’oncia con un aumento annuo del 68,65%. Questo conferma la sua importanza nelle strategie di diversificazione e nell’accumulo di riserve. Nel contesto di una domanda istituzionale in crescita, il mercato dei metalli preziosi si mostra particolarmente dinamico secondo la rassegna stampa del 7 gennaio 2026.
Notizia principale
Nuovo record storico per il prezzo dell’oro
Il prezzo dell’oro ha raggiunto un nuovo massimo storico, superando per la prima volta i 3.000 dollari l’oncia e chiudendo la giornata precedente a 3.012 dollari. L’incremento del 2,8% rispetto alla seduta precedente porta la crescita complessiva dall’inizio dell’anno al 14,5%.
Questo andamento si inserisce in un clima di crescente incertezza geopolitica e timori inflazionistici. Secondo Goldman Sachs, il rialzo è sostenuto principalmente dagli acquisti delle banche centrali e dall’interesse degli investitori, piuttosto che dalla domanda tradizionale per la gioielleria.
Marco Rossi, responsabile strategie d’investimento di Intesa Sanpaolo, ha spiegato che la corsa all’oro riflette la ricerca di un bene rifugio in un contesto di volatilità finanziaria globale. Il World Gold Council ha confermato che gli acquisti istituzionali nel quarto trimestre del 2025 sono saliti del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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In breve oggi
Metalli preziosi: argento e platino in crescita
Anche l’argento ha beneficiato di un trend positivo, registrando un incremento dell’1,9% e toccando i 38,5 dollari l’oncia, il valore più elevato degli ultimi sei anni. Il rapporto oro/argento si attesta a 78:1, un dato leggermente superiore alla media storica.
Il platino ha guadagnato l’1,2% e ha raggiunto 1.250 dollari l’oncia. Il palladio è rimasto stabile a 1.040 dollari. Questo segnala una dinamica differente legata prevalentemente alla domanda industriale. La transizione verso i veicoli elettrici continua a influenzare negativamente la richiesta di palladio.
Crescita degli investimenti etici nei metalli preziosi
L’attenzione verso una filiera sostenibile dei metalli preziosi è in aumento. Le certificazioni Good Delivery della London Bullion Market Association rappresentano ormai un criterio fondamentale per molti investitori istituzionali. Questo garantisce standard etici nella produzione.
L’innovazione tecnologica contribuisce al progresso del riciclo con sistemi basati su intelligenza artificiale, che migliorano l’efficienza del recupero di metalli preziosi dai rifiuti elettronici del 30% rispetto ai metodi tradizionali. Secondo un report pubblicato da McKinsey & Company la scorsa settimana, il mercato dell’oro riciclato potrebbe costituire il 28% dell’offerta globale entro la fine del 2026.
Banche centrali e riserve auree in crescita
Nel 2025 le banche centrali hanno continuato ad accumulare oro, segnando acquisti netti globali pari a 850 tonnellate. Secondo i dati preliminari del World Gold Council, la Banca Popolare Cinese ha guidato gli acquisti con 152 tonnellate, seguita dalla Banca Centrale Russa (118 tonnellate) e dalla Reserve Bank of India (92 tonnellate).
Questa strategia risponde all’esigenza di diversificare le riserve valutarie in un contesto di crescente multipolarità economica. Gli economisti di JP Morgan segnalano che l’accumulo di oro rappresenta una copertura contro i rischi geopolitici e l’incertezza dei tassi di cambio delle principali valute.
Paolo Bianchi, analista di Mediobanca, ha precisato che le banche centrali stanno attuando una politica di graduale de-dollarizzazione. Secondo Bianchi, l’oro resta un asset strategico nelle riserve ufficiali, specie per le economie emergenti che cercano di ridurre la dipendenza dal dollaro.
Cosa tenere d’occhio
- Pubblicazione verbali della Federal Reserve: 12 gennaio 2026
- Dati sull’inflazione USA di dicembre: 15 gennaio 2026
- Riunione del FOMC (Federal Open Market Committee): 27 e 28 gennaio 2026
- Pubblicazione del Gold Demand Trends Report (quarto trimestre 2025): 30 gennaio 2026
- Meeting LBMA (London Bullion Market Association): 3, 4 e 5 febbraio 2026, Zurigo
Conclusione
Il nuovo massimo dell’oro riafferma la sua centralità come bene rifugio in un contesto di incertezza e crescita della domanda istituzionale. L’interesse per investimenti etici e la strategia delle banche centrali rafforzano ulteriormente il ruolo dei metalli preziosi nei portafogli globali. Da monitorare: le prossime decisioni della Federal Reserve, i dati sull’inflazione statunitense e il Gold Demand Trends Report previsto per il 30 gennaio 2026.




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