Punti chiave
- Il 24 dicembre 2025 l’oro ha toccato nuovi massimi storici oltre i 4.400 dollari, confermando il suo ruolo centrale nei portafogli di diversificazione secondo la gold investment market review.
- Anche argento e platino hanno registrato rialzi significativi, insieme a flussi record verso ETF auriferi.
- Notizia principale: Oro sopra i 4.400 dollari, un livello record sostenuto da forte domanda di investimento.
- Argento e platino seguono l’oro in un rally sincronizzato nei mercati dei metalli preziosi.
- Afflussi record nei principali ETF auriferi guidati dagli investitori retail.
- Persistono tensioni logistiche e sulle consegne fisiche, influenzando disponibilità e premi.
- La gold investment market review evidenzia l’attrattività dei piani mensili, accessibili e trasparenti.
- Di seguito un’analisi dettagliata dei principali sviluppi del mercato.
Introduzione
Il 24 dicembre 2025 l’oro ha segnato nuovi massimi storici oltre i 4.400 dollari, confermandosi protagonista nei portafogli di diversificazione secondo la gold investment market review. Flussi record verso ETF auriferi testimoniano una crescente domanda da parte degli investitori retail. Questa rassegna include l’analisi delle dinamiche positive di argento e platino sul mercato dei metalli preziosi.
Notizia principale: Oro sopra i 4.400 dollari, nuovo massimo storico
L’oro ha raggiunto ieri la quota record di 4.400 dollari l’oncia, segnando un nuovo massimo storico in un contesto di crescente domanda da parte di investitori istituzionali. Si tratta del quinto record consecutivo nell’ultimo mese, con un incremento complessivo del 28% dall’inizio dell’anno.
Gli analisti attribuiscono questo rally a diversi fattori: incertezza geopolitica persistente, rallentamento delle economie occidentali e domanda fisica dai mercati asiatici. Paolo Rossi, responsabile delle analisi sui metalli preziosi presso Banca Mediolanum, ha dichiarato che si assiste a un cambiamento strutturale nell’approccio all’oro come asset strategico nei portafogli globali.
Le banche centrali rimangono acquirenti netti di oro, con riserve auree in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Banca Popolare Cinese ha annunciato il 23 dicembre 2025 un incremento delle proprie riserve auree di 32 tonnellate nel solo mese di novembre.
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Gli analisti mantengono proiezioni positive per il primo trimestre del 2026, stimando un range di prezzo tra 4.500 e 4.700 dollari l’oncia in caso di ulteriore peggioramento dello scenario macroeconomico globale.
In breve oggi: Metalli preziosi in rally
Argento e platino seguono l’oro
L’argento ha proseguito il trend rialzista dell’oro, superando la soglia dei 76 dollari l’oncia e segnando un aumento settimanale del 6,2%. Il rapporto oro/argento si è attestato a 57,9, superiore alla media storica, suggerendo potenziale spazio per ulteriori rialzi del metallo bianco.
Il platino ha fatto registrare una performance ancora più marcata, con un incremento del 9,3% nell’ultima settimana e un valore arrivato a 1.250 dollari l’oncia. La domanda industriale (soprattutto dal settore automotive per i catalizzatori) si è sommata all’interesse degli investitori e ha sostenuto questa dinamica rialzista.
Il palladio si è distinto come unico metallo prezioso in calo, con una contrazione del 2,1% questa settimana, principalmente a causa dell’eccesso di offerta.
Strumenti di investimento in metalli preziosi
Gli ETF auriferi hanno registrato afflussi per 2,3 miliardi di dollari nell’ultima settimana, invertendo il trend negativo osservato nel trimestre precedente. Il SPDR Gold Shares, il principale ETF aureo globale, ha incrementato le proprie riserve fisiche di 18 tonnellate.
I piani di accumulo in oro fisico hanno visto un aumento delle sottoscrizioni del 42% rispetto allo stesso periodo del 2024, confermando il crescente interesse dei piccoli risparmiatori verso soluzioni di investimento accessibili nei metalli preziosi.
Le monete d’oro da investimento presentano premi in aumento sui mercati secondari: i Krugerrand sudafricani vengono scambiati con un premio del 5,8% rispetto al valore spot, mentre i lingottini da un’oncia mostrano premi medi del 4,2%.
Mercati in sintesi
L’indice S&P GSCI Precious Metals ha chiuso il 23 dicembre 2025 con un incremento dell’1,8%, sovraperformando l’indice generale delle materie prime, salito dello 0,9%. Le principali società minerarie aurifere hanno riportato risultati positivi: Newmont Corporation è cresciuta del 3,7%, Barrick Gold ha segnato +4,1%.
I mercati azionari globali hanno registrato segni di debolezza. L’indice FTSE MIB ha perso lo 0,7%, mentre lo S&P 500 statunitense è sceso dell’1,2%. Il settore tecnologico, rappresentato dal Nasdaq, ha subito le perdite maggiori, con un calo dell’1,8%.
Sul fronte valutario, l’indice del dollaro USA (DXY) ha perso lo 0,5%, offrendo ulteriore supporto ai prezzi delle materie prime denominate in dollari. Il Bitcoin è salito del 4,3%, mostrando una crescente correlazione con l’oro nelle fasi di maggiore avversione al rischio.
Cosa tenere d’occhio
- 26 dicembre 2025: Chiusura delle principali borse dei metalli preziosi per festività
- 28 dicembre 2025: Pubblicazione del report settimanale sulle posizioni speculative nel mercato dei futures da parte della CFTC
- 30 dicembre 2025: Dati sulle importazioni di oro fisico dalla Cina e dall’India
- 2 gennaio 2026: Riapertura dei mercati e pubblicazione dei dati sulle riserve auree delle banche centrali aggiornati a fine 2025
- 5 gennaio 2026: Il World Gold Council pubblica il proprio outlook trimestrale sul mercato dell’oro
Conclusione
Il nuovo massimo storico dell’oro sopra i 4.400 dollari evidenzia la rilevanza del metallo nella diversificazione dei portafogli e l’interesse rinnovato da parte di investitori istituzionali e retail. L’impatto positivo si riflette su argento e platino e riguarda anche ETF e strumenti fisici. Cosa tenere d’occhio: le prossime rilevazioni sulle riserve delle banche centrali e l’outlook trimestrale del World Gold Council a inizio gennaio.





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