Oro ai massimi storici e banche centrali continuano acquisti strutturali – Rassegna stampa 23 Dicembre 2025

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Punti chiave

  • Notizia principale: L’oro ha raggiunto i massimi storici a 4.383,76 dollari, trainato dalle attese di tagli della Fed e dal crescente interesse per i beni rifugio.
  • Argento e rame hanno segnato nuovi record, rafforzando il rally dei metalli preziosi.
  • Gli ETF legati all’oro hanno visto afflussi record da investitori retail nel 2025, segnalando una domanda crescente di diversificazione.
  • Le banche centrali hanno ampliato gli acquisti strutturali di oro come risposta all’incertezza geopolitica.
  • Il quadro attuale indica la necessità di una gold investment review attenta, privilegiando strategie d’acquisto mensili trasparenti lungo tutta la filiera.

Introduzione

Il 23 dicembre 2025, l’oro ha registrato un nuovo massimo storico di 4.383,76 dollari, sostenuto dalle attese di tagli dei tassi della Fed e da una domanda rafforzata di beni rifugio. Contestualmente, le banche centrali proseguono gli acquisti strutturali di oro. Questa rassegna stampa analizza l’andamento dei metalli preziosi e le attuali strategie di investimento responsabile, elementi chiave di una gold investment review.

Notizia principale

L’oro ha raggiunto la quota record di 4.383,76 dollari l’oncia il 22 dicembre 2025, segnando un nuovo massimo storico. Il balzo del metallo è stato guidato dalle aspettative di imminenti tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Da settembre, l’oro ha guadagnato oltre il 15%, superando le performance degli asset tradizionali e confermando il suo ruolo di bene rifugio nelle fasi di incertezza monetaria.

Le aspettative di una politica monetaria più accomodante negli Stati Uniti e l’indebolimento del dollaro hanno alimentato questo rally. Paolo Bianchi, analista di mercato presso Capital Economics, ha dichiarato che “con l’inflazione in via di stabilizzazione, la Fed ha chiaramente lasciato spazio a possibili allentamenti nei prossimi mesi”.

Il ruolo delle banche centrali è stato significativo. Queste istituzioni hanno aggiunto 125 tonnellate alle riserve auree nell’ultimo trimestre, segnando un aumento del 18% rispetto all’anno precedente e sottolineando la funzione dell’oro come strumento di diversificazione dalle valute tradizionali.

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In breve oggi

Argento e platino seguono la scia dell’oro

L’argento ha raggiunto 75,20 dollari l’oncia, il valore più elevato dall’inizio delle contrattazioni sul COMEX, con un incremento settimanale dell’8,3%. La forte domanda industriale, soprattutto dai settori fotovoltaico ed elettronico, ha generato un deficit stimato di 100 milioni di once nel 2025.

Anche il platino ha mostrato dinamismo, superando 1.800 dollari l’oncia per la prima volta dal 2014. Fattori come la richiesta di catalizzatori per veicoli a idrogeno e le interruzioni produttive in Sudafrica hanno contribuito a questa crescita.

La performance condivisa dei metalli preziosi riflette un ampliato interesse degli investitori. Laura Rossi, responsabile della strategia commodity presso JPMorgan, ha affermato che il mercato si trova in una fase iniziale di un ciclo rialzista pluriennale.

Record di afflussi in ETF e fondi specializzati

Gli ETF sull’oro hanno riportato afflussi netti di 12,3 miliardi di dollari nell’ultimo mese, il valore più alto dal 2020. SPDR Gold Shares ha aumentato le proprie disponibilità del 7,2% da inizio dicembre, raggiungendo 1.245 tonnellate.

I fondi dedicati alle società minerarie aurifere hanno attratto capitali significativi, con un incremento patrimoniale del 22% nel trimestre. Titoli come Newmont e Barrick Gold hanno superato i rispettivi indici di riferimento con risultati a doppia cifra.

Anche la produzione di oro riciclato, cresciuta del 20% nel 2025, ha attirato l’interesse di investitori sensibili ai criteri ESG. Marco Verdi, responsabile investimenti sostenibili di BlackRock, ha osservato che la sostenibilità acquisisce sempre maggiore peso nelle strategie d’investimento in oro.

In breve oggi

Banche centrali ampliano la presenza in oro

Nel corso dei primi tre trimestri del 2025, le banche centrali hanno acquistato 654 tonnellate di oro, rafforzando la strategia di diversificazione rispetto alle riserve in dollari. In testa si trova la Banca Popolare Cinese con 187 tonnellate, seguita dalla Banca Centrale di Russia con 112 tonnellate.

Questo orientamento istituzionale segnala un cambiamento strutturale nella gestione delle riserve mondiali. Giulia Bianchi, economista del World Gold Council, ha illustrato che si osserva una dedollarizzazione graduale ma costante, con l’oro preferito quale asset senza rischio controparte.

Anche i fondi pensione e gli hedge fund hanno aumentato le allocazioni in oro. Questi ultimi hanno incrementato del 45% le posizioni lunghe nette sui futures rispetto allo scorso anno, rafforzando il trend dei prezzi di lungo termine.

Domanda retail in forte crescita

La domanda fisica di oro da parte dei consumatori è aumentata del 18% in India e del 24% in Cina su base annua. Le vendite di monete e lingotti hanno toccato livelli record in entrambi i mercati, mentre i gioiellieri segnalano acquisti elevati nonostante i prezzi sostenuti.

In Europa, i piani di risparmio mensili in oro fisico sono aumentati del 37% rispetto al 2024, dimostrando un crescente interesse tra i piccoli risparmiatori verso la diversificazione patrimoniale. Le preoccupazioni legate all’inflazione e all’instabilità globale supportano questa tendenza.

Nel quarto trimestre, si è registrata una crescita del 28% delle aperture di account a nomi femminili rispetto all’anno precedente, segnalando un ampliamento della base demografica degli investitori nel segmento oro.

Mercati in sintesi

Metalli preziosi al vertice delle performance annuali

L’indice Bloomberg Precious Metals ha guadagnato il 22,4% dall’inizio del 2025, superando l’S&P 500 (+14,8%) e l’Euro Stoxx 600 (+11,2%). I volumi di scambio dei futures sull’oro al COMEX hanno raggiunto una media giornaliera di 28,5 miliardi di dollari, segnando un aumento del 35% rispetto alla media dell’anno.

La volatilità implicita nelle opzioni sull’oro è salita al 24%, sottolineando le aspettative di ulteriori movimenti nei prezzi. Il rapporto oro/argento si attesta a 58,3, vicino alla media storica di 60, a indicare una valutazione equilibrata.

Le scorte di lingotti nei depositi del London Bullion Market Association sono calate per il sesto mese consecutivo. La domanda fisica eccede l’offerta e il premio dell’oro fisico sui futures ha raggiunto 4,2 dollari per oncia.

Cosa tenere d’occhio

  • 15 gennaio 2026: Riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) con decisione sui tassi e conferenza stampa del presidente Jerome Powell
  • 22 gennaio 2026: Pubblicazione del rapporto trimestrale del World Gold Council sulle tendenze della domanda di oro
  • 4 febbraio 2026: Aggiornamento della BCE sulle riserve auree delle banche centrali dell’Eurozona
  • 10 febbraio 2026: Dati sulla produzione mineraria globale del quarto trimestre 2025 dal Gold Fields Mineral Services
  • 28 febbraio 2026: Scadenza dei contratti futures sull’oro più attivi sul COMEX

Conclusione

Il nuovo massimo storico dell’oro riflette un profondo cambiamento nelle strategie delle riserve delle banche centrali e una crescente attenzione da parte di investitori istituzionali e privati. Ciò conferma la centralità dell’oro in uno scenario globale segnato da volatilità e incertezza. Una gold investment review si rivela essenziale per orientare le scelte in questo contesto. Cosa tenere d’occhio: le decisioni della Fed e gli aggiornamenti trimestrali sul mercato dell’oro previsti a inizio 2026.

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