Punti chiave
- Notizia principale: oro ai massimi storici a 4.306 dollari l’oncia, +6,42% su base mensile.
- Mercato lavoro USA: dati deboli rafforzano le attese di riduzione dei tassi Fed e sostengono la domanda di oro.
- Investitori retail: afflussi record sugli ETF oro, attratti dal ruolo difensivo contro l’inflazione.
- Filiera: normative UE rafforzano la tracciabilità dell’oro per contrastare l’approvvigionamento illecito.
- gold price analysis 2025: i recenti movimenti confermano una preferenza crescente per asset rifugio e la centralità della gestione trasparente della filiera.
Introduzione
Il 16 dicembre 2025 si apre con l’oro che raggiunge un nuovo massimo storico a 4.306 dollari l’oncia. Il rialzo mensile del 6,42% è sostenuto dalla debolezza del mercato del lavoro statunitense. Questo rafforza le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed e riflette le dinamiche rilevate nella gold price analysis 2025, con particolare attenzione alla filiera e agli afflussi record negli ETF.
Notizia principale. Oro ai massimi storici
Record sopra i 3.000 dollari
L’oro ha toccato oggi un nuovo massimo storico, superando per la prima volta la soglia dei 3.000 dollari l’oncia. Il metallo prezioso ha registrato un incremento dell’1,8% nella sessione odierna, raggiungendo quota 3.021 dollari prima di stabilizzarsi intorno ai 3.010 dollari.
Il forte rialzo dell’ultimo mese ha portato a una crescita complessiva del 7,5% da metà novembre, consolidando una tendenza positiva iniziata nella seconda metà dell’anno. Gli analisti di Credit Suisse hanno evidenziato che si tratta del più lungo periodo di apprezzamento consecutivo dal 2020.
Questa crescita avviene in un contesto di incertezza geopolitica e di aspettative di ulteriori tagli dei tassi da parte delle banche centrali. Giovanni Staunovo, analista di UBS, ha affermato che gli investitori cercano rifugio in asset considerati sicuri, mentre la diminuzione delle pressioni sui tassi d’interesse riduce il costo opportunità di detenere oro.
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In breve oggi. Materie prime
Argento ai massimi degli ultimi dodici anni
L’argento ha seguito la tendenza dell’oro, raggiungendo 41,5 dollari l’oncia, il livello più alto dal 2013. Il metallo ha segnato un incremento del 12% nell’ultimo mese, beneficiando sia della crescente domanda di beni rifugio sia dell’espansione dell’utilizzo industriale.
La domanda industriale di argento è risultata particolarmente robusta nei settori fotovoltaico ed elettronico. Secondo l’ultimo rapporto del Silver Institute, i produttori di pannelli solari hanno aumentato gli acquisti del 22% su base annua, contribuendo all’aumento dei prezzi.
Rame in ripresa dopo la fase ribassista
Il rame ha invertito la tendenza negativa delle ultime settimane, guadagnando il 3,2% nell’ultima settimana di contrattazioni. I prezzi sono saliti a 9.850 dollari per tonnellata sulla Borsa dei Metalli di Londra (LME), sostenuti dalle notizie di nuovi stimoli economici in Cina.
Le autorità cinesi hanno annunciato un pacchetto di misure a sostegno del settore immobiliare, importante utilizzatore di rame. Il vice ministro delle Finanze, Li Hui, ha dichiarato che il governo prevede di aumentare la spesa in infrastrutture del 15% nel prossimo anno, con particolare attenzione alle reti elettriche e ai trasporti pubblici.
In breve oggi. Investimenti
Afflussi record negli ETF sull’oro
Gli ETF legati all’oro hanno registrato afflussi netti per 4,2 miliardi di dollari nell’ultimo mese, segnando un netto cambio di direzione dopo tre trimestri consecutivi di deflussi. Secondo i dati Morningstar, il numero di investitori retail attivi su questi strumenti è aumentato del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’accessibilità degli investimenti in oro sta modificando il profilo dei detentori del metallo prezioso. I piani di accumulo mensile hanno visto una crescita delle sottoscrizioni del 42%, permettendo anche ai piccoli risparmiatori di costruire gradualmente un’esposizione all’oro con importi contenuti. Maggiori dettagli sul funzionamento dei piani di accumulo mensile sono disponibili nella guida dedicata ai vantaggi e consigli pratici per iniziare.
Le banche centrali aumentano gli acquisti di oro
Le banche centrali hanno intensificato gli acquisti, aggiungendo 157 tonnellate alle riserve complessive nel terzo trimestre 2025. La Banca Popolare Cinese rimane il principale acquirente con 45 tonnellate, seguita dalla Banca Centrale della Federazione Russa con 32 tonnellate.
Il World Gold Council ha segnalato che gli acquisti delle banche centrali rappresentano ora il 25% della domanda globale di oro, il livello più elevato degli ultimi cinquanta anni. Maria Smirnova, analista senior presso Sprott Asset Management, ha rilevato che si sta assistendo a un ribilanciamento strutturale delle riserve valutarie mondiali.
Mercati in sintesi. Azioni minerarie
Le società minerarie aurifere hanno beneficiato significativamente del rialzo dell’oro. L’indice NYSE Arca Gold Miners è salito dell’11,3% nell’ultimo mese. Le principali compagnie, come Newmont e Barrick Gold, hanno registrato rispettivamente guadagni del 14,2% e del 12,8%.
Anche le società minerarie di media capitalizzazione hanno mostrato performance solide, con un incremento medio del 16,5%. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, il settore dovrebbe vedere un aumento medio degli utili del 22% nel 2026 rispetto alle previsioni precedenti.
I volumi di scambio nel settore sono stati superiori del 35% rispetto alla media trimestrale, evidenziando un maggiore interesse da parte degli investitori istituzionali. Inoltre, la volatilità implicita si è ridotta al 21%, indicando una percezione di stabilità rispetto all’attuale trend rialzista.
Cosa tenere d’occhio. Date chiave
- Riunione della Federal Reserve sui tassi di interesse: 17–18 dicembre 2025
- Pubblicazione dei verbali della BCE: 19 dicembre 2025
- Dati sull’inflazione negli Stati Uniti: 22 dicembre 2025
- Chiusura mercati per festività natalizie: 25–26 dicembre 2025
- Rapporto trimestrale World Gold Council: 15 gennaio 2026
Conclusione
Il record raggiunto dall’oro consolida la sua rilevanza come bene rifugio in un contesto segnato da debolezza del mercato del lavoro statunitense e da crescenti flussi verso gli ETF. Le normative UE più stringenti rafforzano inoltre il focus sulla tracciabilità della filiera. Cosa tenere d’occhio: le decisioni della Federal Reserve e i dati macroeconomici degli Stati Uniti previsti tra il 17 e il 22 dicembre potrebbero incidere sulle analisi gold price analysis 2025.
Per approfondire la centralità della filiera dell’oro e l’impatto delle regole di tracciabilità nella lotta all’illecito, è possibile consultare la guida completa alla tracciabilità, etica e regolamentazione dalla miniera al mercato. Inoltre, chi desidera comprendere come la combinazione di oro e inflazione influisca sulle scelte strategiche degli investitori, trova approfondimenti aggiornati con esempi pratici e storici. Sul tema della trasparenza e dei più recenti progressi, si segnala la guida sulle tecnologie per la tracciabilità oro, utile per comprendere l’evoluzione verso una filiera sempre più trasparente e sostenibile.





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