Punti chiave
- L’oro supera la resistenza chiave a 4.225 dollari, confermando il trend rialzista e stimolando nuove riflessioni sul suo ruolo nei portafogli.
- Notizia principale: L’oro attacca quota 4.225 dollari, segnalando un consolidato trend rialzista secondo l’ultima gold price analysis.
- Plusvalenza del 114% per chi ha investito in oro negli ultimi cinque anni, rafforzando l’importanza dell’asset come copertura.
- Nel 2025 registrati 49 nuovi massimi storici del prezzo dell’oro, grazie a domanda sostenuta e tensioni economiche globali.
- Probabilità del 90% di un taglio dei tassi Fed a dicembre, con possibili implicazioni su valute e oro.
- I piani di acquisto mensile restano accessibili, supportati da una filiera integrata anche in tempi volatili.
- Trasparenza nella catena di approvvigionamento e impegno per la sostenibilità rafforzano la fiducia degli investitori.
Introduzione
Nel contesto della rassegna stampa del 4 dicembre 2025, l’oro supera la resistenza chiave a 4.225 dollari. In questo modo consolida la tendenza rialzista evidenziata dall’ultima gold price analysis. Viene posta attenzione anche alla performance degli ultimi cinque anni. Durante questo periodo, gli investitori hanno registrato una plusvalenza del 114%. Si approfondiscono inoltre le dinamiche macroeconomiche che influenzano il mercato.
Notizia principale
L’oro ha raggiunto un nuovo record storico, oltrepassando i 3.800 dollari l’oncia nella giornata del 3 dicembre 2025. Il metallo prezioso ha registrato un incremento del 4,2% nell’ultima settimana. Una dinamica sostenuta da incertezza geopolitica e attese di ulteriori tagli ai tassi da parte delle principali banche centrali.
Gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo le previsioni sul prezzo dell’oro, stimando un target di 4.000 dollari entro il primo trimestre del 2026. Marco Valli, capo economista di UniCredit Research, ha affermato che la crescita è sostenuta da una combinazione di domanda di investimento in aumento, acquisti costanti da parte delle banche centrali e incertezze geopolitiche.
Secondo i dati del World Gold Council, le allocazioni degli investitori istituzionali verso l’oro sono aumentate del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato riflette una crescente preferenza per l’oro come bene rifugio in contesti di volatilità dei mercati azionari.
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In breve oggi
Acquisti delle banche centrali
Nel terzo trimestre del 2025 le banche centrali hanno acquistato 89 tonnellate di oro, segnando il quattordicesimo trimestre consecutivo di acquisti netti. La Banca Popolare Cinese si è distinta aggiungendo 25 tonnellate alle proprie riserve, seguita dalla Banca Centrale di Russia con 18 tonnellate.
Un sondaggio recente dell’Associazione Mondiale delle Banche Centrali rileva che il 72% degli istituti prevede di incrementare ulteriormente le riserve auree nei prossimi dodici mesi. Le ragioni principali sono la diversificazione dalle valute fiat e la protezione contro l’incertezza economica.
ETF e investimenti retail
I flussi verso gli ETF sull’oro hanno registrato il quinto mese consecutivo di afflussi positivi, totalizzando 5,2 miliardi di dollari a novembre 2025. Anche tra i risparmiatori italiani cresce l’attenzione verso i piani di accumulo in oro fisico, con un aumento del 32% delle nuove sottoscrizioni rispetto al trimestre precedente.
Fabio Bernardi, analista di Mediobanca, ha osservato che la disciplina nell’accumulo sistematico sta diventando fondamentale nelle strategie di lungo termine. Il numero di risparmiatori che integra l’oro nei portafogli è aumentato del 28% nell’ultimo anno.
Mercati in sintesi
I mercati azionari europei hanno mostrato segni di debolezza, con l’indice FTSE MIB in calo dello 0,8% il 3 dicembre 2025. In controtendenza, il comparto minerario aurifero ha registrato una sovraperformance, con l’indice FTSE Gold Mines in rialzo del 2,3%.
Il dollaro si è deprezzato rispetto alle principali valute, perdendo lo 0,7% contro l’euro. Questo elemento ha favorito ulteriormente i prezzi dell’oro in dollari. I rendimenti dei titoli di Stato decennali sono scesi ai minimi degli ultimi sei mesi; un movimento che riflette aspettative di politiche più accomodanti da parte delle banche centrali.
Cosa tenere d’occhio
- Il Comitato di politica monetaria della Federal Reserve si riunirà il 17 e 18 dicembre 2025 per l’ultima decisione sui tassi dell’anno, con prospettiva di un taglio di 25 punti base.
- La Banca Centrale Europea pubblicherà il rapporto trimestrale sulle riserve auree degli stati membri il 10 dicembre 2025, monitorato per individuare nuove tendenze negli acquisti istituzionali.
- Il World Gold Council presenterà il rapporto “Gold Demand Trends” per il quarto trimestre il 15 gennaio 2026, fornendo dati aggiornati sulla domanda globale di oro per investimento e gioielleria.
- La London Bullion Market Association (LBMA) terrà il forum annuale a Milano il 21 e 22 gennaio 2026 (particolare attenzione sarà rivolta alle prospettive del mercato aurifero per il nuovo anno).
Conclusione
L’oro rafforza il proprio ruolo di asset difensivo, supportato da acquisti istituzionali e rinnovato interesse da parte degli investitori in un contesto segnato da volatilità e incertezza sui tassi. L’ultima gold price analysis segnala un trend strutturale robusto e una crescente diversificazione nei portafogli.
Cosa tenere d’occhio: la decisione della Fed il 18 dicembre 2025, il rapporto BCE sulle riserve il 10 dicembre 2025 e il report trimestrale del World Gold Council a gennaio 2026.





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