Oro si consolida a $4.140 con Fed verso taglio e rialzo annuo conferma protezione inflazione – Rassegna stampa 26 Novembre 2025

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Punti chiave

  • Notizia principale: Oro stabile a 4.140 dollari, con probabilità dell’81% di un taglio dei tassi Fed a dicembre.
  • Rialzo annuo del 49,64% rafforza il ruolo dell’oro come copertura contro l’inflazione, secondo le ultime analisi di gold investment analysis.
  • Quotazione a €115,34 per grammo: vantaggio valutario per investitori dell’area euro.
  • La struttura tecnica a wedge indica una fase di consolidamento prima di possibili movimenti direzionali.
  • La domanda sostenuta segnala la ricerca di protezione e diversificazione da parte di risparmiatori e consulenti finanziari.
  • Filiera integrata e piani di acquisto mensili aumentano l’accessibilità per nuovi investitori.

Introduzione

Il 26 novembre 2025 l’oro rimane consolidato a quota 4.140 dollari, con l’attenzione degli operatori concentrata sull’81% di probabilità di taglio dei tassi Fed prevista per dicembre. Le analisi di gold investment analysis confermano che la performance annua dell’oro rafforza il suo ruolo storico di copertura dall’inflazione, delineando le principali tendenze del settore aurifero.

Notizia principale

Nuovo massimo storico per l’oro: prezzo sopra €116 al grammo

L’oro ha registrato un nuovo massimo storico in euro superando i €116 al grammo. Questo incremento del 3,2% nell’ultima settimana conferma la tendenza positiva del metallo prezioso negli scorsi mesi.

La dinamica rialzista è stata supportata dall’incertezza macroeconomica globale e dalle prospettive di ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali. Goldman Sachs ha rilevato che l’oro continua a rappresentare un solido bene rifugio.

Le quotazioni in euro hanno offerto agli investitori europei una duplice protezione rispetto all’inflazione e al deprezzamento della moneta unica. Ciò continua ad attirare un numero crescente di investitori retail alla ricerca di stabilità nel proprio patrimonio.

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In breve oggi

Domanda istituzionale: banche centrali accelerano gli acquisti

Nel terzo trimestre 2025 le banche centrali mondiali hanno intensificato l’acquisto di oro, segnando un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Banca Popolare Cinese guida questo trend, avendo aggiunto 28 tonnellate di riserve nel solo ultimo mese.

Anche la Banca Centrale Indiana ha registrato acquisti rilevanti, con 12 tonnellate accumulate tra settembre e ottobre. Queste mosse di diversificazione dalla valuta americana riflettono preoccupazioni sulla stabilità delle valute fiat in uno scenario di elevato debito pubblico.

Il World Gold Council segnala che il 2025 potrebbe stabilire un nuovo record storico per gli acquisti da parte delle banche centrali, superando il picco precedente del 2023. Questi dati sottolineano il ruolo crescente dell’oro nel sistema monetario internazionale.

Fondi ETF tornano positivi

I flussi verso gli ETF auriferi sono tornati in territorio positivo dopo due mesi di deflussi, con afflussi netti per €2,1 miliardi nella prima metà di novembre. L’ETF europeo più grande, Amundi Physical Gold, ha registrato un incremento degli attivi del 5,8% nell’ultimo mese.

Gli investitori istituzionali stanno accrescendo le allocazioni in oro per rafforzare la diversificazione di portafoglio. Le analisi di JP Morgan confermano il crescente interesse verso l’oro in un contesto di calo dei rendimenti obbligazionari reali.

La domanda istituzionale sostenuta sta contribuendo a rafforzare i supporti tecnici al prezzo del metallo, con prospettive positive anche nel medio termine secondo Citigroup.

In breve oggi

Mercato italiano: cresce la domanda di piani di accumulo

Nel mercato italiano, la domanda di piani di accumulo mensile sull’oro fisico è aumentata del 22% rispetto al trimestre precedente. I risparmiatori italiani stanno mostrando sempre maggiore interesse verso soluzioni che permettono investimenti graduali con importi accessibili.

Dati dell’Osservatorio sul Risparmio mostrano che l’oro rappresenta oggi il 7,3% del patrimonio finanziario delle famiglie italiane, in crescita rispetto al 5,1% del 2024. La consapevolezza del valore protettivo dell’oro come strumento patrimoniale risulta in aumento.

Le filiere integrate offrono trasparenza dalla fase d’acquisto alla custodia, guadagnando fiducia tra risparmiatori attenti. L’accessibilità dei piani mensili contribuisce a democratizzare l’investimento in oro, storicamente riservato a patrimoni elevati.

Educazione finanziaria sull’oro in crescita

Il numero di seminari e webinar dedicati all’analisi dell’investimento in oro è aumentato del 45% nell’ultimo anno in Italia. La richiesta di approfondimento arriva soprattutto da investitori retail alla ricerca di alternative ai prodotti finanziari tradizionali.

I consulenti finanziari indipendenti stanno integrando l’oro nelle soluzioni proposte ai clienti, suggerendo una quota tra il 5% e il 10% dei portafogli. Questo approccio costituisce un’evoluzione importante rispetto ai modelli concentrati su azioni e obbligazioni.

La crescita dell’interesse si riflette anche nell’aumento delle ricerche online su prezzo dell’oro e strumenti di investimento in metalli preziosi. Gli italiani si concentrano in particolare sul valore in euro, segnalando la percezione dell’oro come strumento di stabilizzazione del potere d’acquisto.

Mercati in sintesi

Metalli preziosi in rialzo

L’oro ha chiuso a €116,25 al grammo, in crescita dello 0,8% nella giornata di ieri e del 32,4% dall’inizio dell’anno. L’argento ha registrato una performance superiore, segnando più 1,3% a €1,42 per grammo. Platino e palladio hanno rispettivamente segnato aumenti dello 0,6% e 0,4%.

Il rapporto oro/argento si posiziona a 82:1, superiore rispetto alla media decennale di 78:1, suggerendo secondo alcuni analisti un potenziale spazio di recupero per l’argento nelle prossime settimane.

Sul mercato in dollari, l’oro è quotato a 2.272 dollari l’oncia. Gli investitori europei traggono ulteriori benefici dal deprezzamento dell’euro, ottenendo un rendimento aggiuntivo. L’effetto cambio costituisce un vantaggio per chi investe in oro in euro.

Contesto macroeconomico

L’inflazione nell’Eurozona si è attestata al 2,8% a ottobre, superiore alle attese fissate al 2,6%. La persistenza delle pressioni inflazionistiche continua a sostenere la domanda di oro come protezione del potere d’acquisto.

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I mercati azionari europei risultano più volatili. L’indice Euro Stoxx 50 ha segnato un calo dell’1,2% nell’ultima settimana. Questo scenario di incertezza rafforza l’attrattiva dell’oro come asset di diversificazione.

Sul fronte del cambio, l’euro prosegue nella fase di debolezza contro il dollaro, scambiando a 1,05 sui livelli minimi degli ultimi sei mesi. Anche questa dinamica valorizza la performance dell’oro espresso in euro, offrendo copertura dal rischio valutario agli investitori europei.

Cosa tenere d’occhio

  • 2 dicembre 2025: pubblicazione dei dati sull’inflazione dell’Eurozona per novembre, rilevante per l’andamento delle quotazioni in euro.
  • 5 dicembre 2025: riunione di politica monetaria della BCE, possibile impatto sulle aspettative di tassi.
  • 10 dicembre 2025: pubblicazione del World Gold Council Quarterly Report, con analisi dettagliate sulla domanda di oro per investimento e gioielleria.
  • 12 dicembre 2025: conferenza annuale dell’Associazione Europea dei Metalli Preziosi a Francoforte.

Conclusione

Il consolidamento dell’oro sopra i 4.140 dollari e la crescita annua del 49,64% confermano il ruolo strategico del metallo prezioso come difesa contro inflazione e volatilità valutaria. Una domanda crescente sia da parte di attori istituzionali che retail rafforza il contesto positivo. Cosa tenere d’occhio: pubblicazione dei dati sull’inflazione Eurozona il 2 dicembre, la riunione BCE il 5 dicembre e il report trimestrale World Gold Council il 10 dicembre.

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