Punti chiave
- Notizia principale: L’oro scende a 3.997 dollari ma mantiene un trend mensile positivo del 9,66%.
- La BCE conferma i tassi invariati, sostenendo l’attrattiva dell’oro come asset di protezione.
- La Fed segnala un possibile rallentamento nei futuri rialzi dei tassi, favorendo la domanda di oro contro l’inflazione.
- Nuove normative europee mirano a promuovere l’approvvigionamento etico nella filiera dell’oro.
- Il mercato dell’investimento in oro mostra segnali di resilienza e accessibilità anche grazie ai nuovi piani mensili rivolti ai risparmiatori.
- L’analisi sull’andamento dell’oro evidenzia l’importanza di trasparenza e innovazione nella proposta di valore per gli investitori moderni.
Introduzione
Nella rassegna stampa del 1 novembre 2025, l’oro registra una flessione a 3.997 dollari, mantenendo comunque un solido progresso mensile del 9,66%. La conferma dei tassi da parte della BCE rafforza l’interesse degli investitori verso il metallo come bene rifugio. L’attenzione si concentra su analisi del mercato dell’investimento in oro e sulle nuove normative UE a favore di una filiera più etica.
Notizia principale. Prezzo dell’oro tocca nuovo massimo storico
Record sui mercati internazionali
Il prezzo dell’oro ha raggiunto il 31 ottobre 2025 una quotazione pari a 4.150 euro per oncia, segnando un nuovo massimo storico sui mercati internazionali. Questo rappresenta un incremento del 18% dall’inizio dell’anno e conferma il trend rialzista che caratterizza il metallo prezioso da cinque trimestri consecutivi.
Gli analisti di JPMorgan e Goldman Sachs attribuiscono questa performance a una combinazione di fattori: tensioni geopolitiche persistenti, timori di inflazione e crescente interesse da parte degli investitori istituzionali. La domanda fisica si è mostrata particolarmente sostenuta in Asia, con incrementi del 25% in Cina e del 20% in India rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il World Gold Council, nel suo rapporto trimestrale pubblicato il 31 ottobre 2025, ha evidenziato un incremento del 15% delle riserve auree accumulate dalle banche centrali su base annua. Il direttore dell’analisi economica dell’organizzazione ha dichiarato che si assiste a una diversificazione strategica delle riserve valutarie a favore dell’oro in un contesto di incertezza macroeconomica.
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In breve oggi. Politiche delle banche centrali
BCE valuta impatto dei tassi elevati
La Banca Centrale Europea ha pubblicato i verbali dell’ultima riunione, evidenziando un dibattito interno sull’impatto dei tassi elevati sull’economia reale. Diversi membri del Consiglio direttivo hanno espresso preoccupazione per i potenziali effetti sull’attività produttiva, mantenendo comunque la priorità di controllo dell’inflazione.
Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, ha dichiarato al Financial Times che l’oro rappresenta un indicatore della fiducia verso le politiche monetarie convenzionali. Le sue osservazioni sottolineano come il mercato dei metalli preziosi venga considerato un barometro delle aspettative inflazionistiche.
Continua a confermarsi la correlazione inversa tra tassi di interesse reali e prezzo dell’oro, con investitori che cercano protezione dall’erosione del potere d’acquisto. L’analisi della BCE include regolarmente considerazioni sui flussi verso beni rifugio come l’oro.
Fed segnala possibile svolta nella politica monetaria
La Federal Reserve ha pubblicato il Beige Book riportando un rallentamento dell’attività economica in diverse aree degli Stati Uniti. Questo documento anticipa possibili cambiamenti nella politica monetaria nella prossima riunione del FOMC.
Jerome Powell, presidente della Fed, ha dichiarato all’Economic Club di New York che i metalli preziosi stanno attraendo crescente interesse in un contesto di incertezza finanziaria. Queste osservazioni vengono interpretate dagli analisti come riconoscimento della rilevanza dell’oro tra gli investimenti difensivi.
Attualmente, il mercato dei futures sui tassi di interesse statunitensi sconta una probabilità del 78% di un taglio entro la fine dell’anno, scenario tradizionalmente favorevole all’apprezzamento dell’oro. Numerose banche d’investimento hanno rivisto al rialzo le loro previsioni per i prossimi trimestri.
In breve oggi. Nuove regolamentazioni europee
UE approva normativa sull’approvvigionamento etico dell’oro
Il Parlamento Europeo ha approvato con larga maggioranza (512 voti favorevoli, 87 contrari) la nuova normativa sull’approvvigionamento etico dei metalli preziosi. La legislazione impone tracciabilità completa della filiera e rispetto di rigorosi standard ambientali e sociali.
Margrethe Vestager, commissaria europea per il Mercato interno, ha affermato che questa normativa rappresenta un passo fondamentale verso un mercato dell’oro più trasparente e responsabile. Le nuove regole entreranno in vigore dal 1 gennaio 2026, con 18 mesi di periodo transitorio per l’adeguamento delle aziende.
Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando il potenziale rafforzamento della fiducia dei consumatori. L’European Precious Metals Federation ha inoltre annunciato l’istituzione di un programma di certificazione per supportare la conformità ai nuovi requisiti.
In breve oggi. Accesso agli investimenti
Piani d’investimento in oro più accessibili per piccoli risparmiatori
Principali banche e piattaforme d’investimento europee stanno proponendo piani di accumulo in oro con soglie minime mensili a partire da 50 euro. Questa evoluzione risponde alla crescente richiesta di diversificazione da parte dei piccoli risparmiatori e abbassa la soglia d’accesso ai metalli preziosi.
Secondo un’indagine Kantar, il 38% degli investitori retail europei considera ora l’oro componente essenziale di un portafoglio bilanciato, rispetto al 22% di due anni fa. I criteri ESG (Environmental, Social, Governance) sono determinanti per il 45% degli intervistati, che preferiscono oro proveniente da filiere certificate sostenibili.
Maria Rossi, analista di Morningstar Italia, ha sottolineato come la digitalizzazione abbia abbattuto le barriere all’ingresso nel mercato dell’oro. Le piattaforme digitali consentono oggi l’acquisto frazionato e con bassi costi, ampliando la platea degli investitori.
Per chi desidera approfondire il funzionamento dei piani di acquisto mensile in oro, sono disponibili numerose guide dedicate con analisi degli step operativi e consigli pratici.
Mercati in sintesi. Performance dei metalli preziosi
L’argento ha seguito la tendenza dell’oro con un rialzo del 4,2%, raggiungendo 68,50 euro per oncia. Il platino ha guadagnato l’1,8% assestandosi a 1.250 euro, mentre il palladio ha registrato una flessione dello 0,7%, chiudendo a 950 euro l’oncia.
L’indice settoriale delle società minerarie europee ha segnato un incremento del 3,2% nella giornata precedente. Le aziende che applicano elevati standard di sostenibilità ambientale hanno sovraperformato, con un premio medio dell’1,8% rispetto ai competitor tradizionali.
Nel corso dell’ultima settimana, gli ETF sull’oro fisico hanno registrato afflussi netti per 1,2 miliardi di euro, portando il totale mensile a 4,3 miliardi. I volumi di scambio sui principali mercati dei derivati sono cresciuti del 22% rispetto alla media mensile.
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Cosa tenere d’occhio. Date chiave e eventi
- 5 novembre 2025: Pubblicazione dei dati sull’inflazione dell’Eurozona
- 10 novembre 2025: Riunione del Federal Open Market Committee della Fed
- 15 novembre 2025: Workshop della BCE su “Oro e stabilità finanziaria”
- 20 novembre 2025: Pubblicazione delle minute del FOMC
- 25 novembre 2025: Vertice G20 con discussioni sulle riserve valutarie globali
Conclusione
Il consolidamento del prezzo dell’oro sopra i 3.997 dollari, sostenuto dalla stabilità dei tassi BCE e dalle nuove regolamentazioni UE, rafforza la centralità dell’oro nel contesto attuale di mercato, secondo la più recente gold investment market analysis. Il crescente interesse di investitori istituzionali e retail evidenzia la funzione dell’oro come bene rifugio. Cosa tenere d’occhio: la pubblicazione dei dati sull’inflazione dell’Eurozona il 5 novembre 2025 e la riunione FOMC della Fed il 10 novembre 2025.





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